Nato a Taviano e residente da oltre trent’anni in Germania, l’autore di “Una fanciullezza rubata” ha trasformato una lunga esperienza internazionale in un viaggio dentro le proprie radici familiari
Ci sono viaggi che attraversano continenti e altri che conducono direttamente alle proprie origini. La storia personale di Giuliano Bruno appartiene a entrambe le dimensioni. Nato a Taviano, nel cuore del Salento, nel 1969, ha lasciato l’Italia a 24 anni per trasferirsi in Germania, costruendo nel tempo una carriera internazionale nel settore dell’informatica.
Ha viaggiato in Europa, Asia, Americhe e Medio Oriente, ha lavorato con culture e lingue differenti e si è progressivamente riconosciuto come cittadino del mondo. Eppure, proprio dopo aver attraversato una parte importante del mondo, ha sentito il bisogno di tornare con la memoria al luogo da cui era partito.
È da questo ritorno alle radici che nasce “Una fanciullezza rubata”, il libro pubblicato da Midgard Editrice nel 2025, oggi disponibile in libreria e in digitale.
Dalle Lingue all’informatica
Il percorso di Giuliano Bruno non nasce nel mondo della tecnologia.
Dopo il diploma intraprende gli studi di Lingue e Letterature Straniere all’Università di Lecce. Non porterà a termine il percorso universitario, ma quella formazione alimenta una passione destinata a rimanere centrale nella sua vita: l’interesse per le lingue, le culture e le realtà internazionali.
A 24 anni arriva la scelta di lasciare l’Italia.
La Germania diventa la sua nuova casa. Qui Bruno affronta gli anni della formazione e della gavetta, iniziando a lavorare nel settore alberghiero. È proprio nell’ambiente dell’ospitalità che entra in contatto con l’informatica.
Quello che inizialmente è un interesse personale si trasforma progressivamente in una competenza professionale.
Da autodidatta, Bruno costruisce negli anni una preparazione sempre più specialistica, fino a trasformare la passione per la tecnologia in una carriera internazionale.
Una carriera tra dati, tecnologia e ospitalità
Per oltre vent’anni Giuliano Bruno lavora come consulente IT per una delle maggiori aziende americane.
Il suo campo professionale riguarda le soluzioni tecnologiche, l’analisi dei dati all’interno di complesse banche dati e la business intelligence applicata al settore dell’ospitalità.
Un lavoro altamente specializzato che lo porta a muoversi continuamente e a confrontarsi con contesti molto diversi.
Europa, Asia, Americhe e Medio Oriente diventano tappe di un’esperienza professionale che, inevitabilmente, diventa anche esperienza umana.
Lingue, culture, abitudini e modi differenti di guardare al mondo entrano nel suo percorso personale, modificando progressivamente il concetto stesso di appartenenza.
Il Salento resta il punto di partenza
La distanza geografica non cancella le radici.
Al contrario, nel caso di Giuliano Bruno, gli anni trascorsi lontano dall’Italia sembrano rendere ancora più forte il rapporto con la terra d’origine.
Il Salento rimane il luogo della memoria, quello nel quale affondano le radici della sua famiglia e dal quale provengono le storie che molti anni dopo diventeranno materia narrativa.
“Una fanciullezza rubata” nasce proprio da questo rapporto tra lontananza e appartenenza.
L’autore vive da oltre trent’anni in Germania, parla diverse lingue e ha costruito una vita professionale internazionale. Ma nella sua scrittura ritorna al Sud Italia del dopoguerra e alla vicenda della madre.
È una contrapposizione solo apparente.
Il cittadino del mondo e l’uomo legato alle proprie radici sono la stessa persona.
La tecnologia non cancella la memoria
Da una parte c’è il mondo della tecnologia, dei dati, delle banche dati e della business intelligence.
Dall’altra ci sono i ricordi familiari, le parole della madre, i racconti dell’infanzia e le esperienze di una generazione cresciuta nel Mezzogiorno del dopoguerra.
Sono due universi apparentemente lontani che nella vicenda di Giuliano Bruno finiscono per incontrarsi.
La sua formazione professionale lo ha abituato a raccogliere, organizzare e analizzare informazioni. La scrittura gli permette invece di fare qualcosa di diverso: recuperare frammenti emotivi e trasformarli in una storia.
La memoria familiare diventa così una sorta di archivio umano.
Un patrimonio fatto di racconti ascoltati da bambino, episodi conservati nel tempo, silenzi e domande rimaste senza risposta.
La perdita dei genitori e il bisogno di scrivere
Per molti anni la scrittura rimane una passione privata.
Giuliano Bruno coltiva questa vocazione senza però considerarla davvero una strada da percorrere. Poi la morte del padre e, molti anni più tardi, quella della madre cambiano il suo rapporto con la parola scritta.
Le perdite familiari rendono improvvisamente più urgente la necessità di conservare ciò che rischia di scomparire.
I racconti che la madre gli aveva affidato negli anni acquistano un nuovo significato.
Quelle parole, ascoltate durante l’infanzia e rimaste nella memoria, diventano materiale narrativo. Non più soltanto ricordi personali, ma frammenti di una storia familiare da salvare.
È così che nasce “Una fanciullezza rubata”.
Una bambina cresciuta troppo presto
Il libro racconta la storia della madre di Giuliano Bruno, una donna del Sud Italia la cui infanzia è stata segnata da povertà, separazioni, abbandoni, istituti e profonde lacerazioni familiari.
È una vicenda ambientata nel Mezzogiorno del dopoguerra e attraversata dalle difficoltà di un’epoca nella quale molte persone sono state costrette a crescere troppo presto.
La protagonista è una bambina alla quale viene sottratta, appunto, una parte della propria fanciullezza.
Ma quella bambina non scompare.
Continua a vivere nella donna adulta e, molti anni dopo, nella memoria del figlio.
Giuliano Bruno prova quindi a ricostruire quella vita attraverso un memoir narrativo, dando voce in forma postuma e immaginata a una donna che non ha mai avuto la possibilità di raccontarsi fino in fondo.
Scrivere come atto d’amore
Per l’autore la scrittura non rappresenta soltanto un esercizio letterario.
È soprattutto un atto d’amore.
«Ho scritto la sua storia come un atto d’amore, di ascolto e di riscatto», afferma Giuliano Bruno, spiegando il significato più profondo del progetto.
L’obiettivo è restituire parola e dignità a una persona che per tutta la vita ha imparato soprattutto a sopravvivere, senza riuscire davvero a raccontarsi.
La scrittura diventa quindi un modo per recuperare ciò che il tempo aveva lasciato incompiuto.
Non può cambiare il passato, ma può offrire una nuova possibilità di comprensione.
Una storia tradotta in quattro lingue
Il carattere internazionale dell’autore si riflette anche nella diffusione del libro.
Giuliano Bruno ha tradotto personalmente “Una fanciullezza rubata” grazie alle competenze linguistiche maturate nel corso della sua vita.
Sono nate così le versioni “Der Kindheit entrissen” in tedesco, “A Childhood Left Behind” in inglese e “Una infancia robada” in spagnolo.
La storia di una famiglia salentina diventa quindi accessibile a lettori appartenenti a contesti linguistici e culturali differenti.
Una vicenda profondamente italiana assume una dimensione universale: quella della memoria familiare, del rapporto tra genitori e figli e delle parole che talvolta arrivano quando non è più possibile pronunciarle direttamente.
Un ponte tra il passato e il presente
Il libro di Giuliano Bruno si muove dunque lungo una linea che collega Salento e Germania, passato e presente, radici e mondo.
La sua esperienza internazionale non cancella la dimensione delle origini. Al contrario, la amplia.
Dopo aver trascorso decenni a viaggiare per lavoro e a confrontarsi con culture diverse, l’autore torna idealmente nel luogo della propria infanzia attraverso la storia della madre.
È un viaggio diverso da quelli compiuti per professione.
Non ci sono aeroporti, alberghi o continenti da attraversare. Ci sono invece ricordi, racconti e domande.
Il punto d’arrivo è una maggiore comprensione della propria storia familiare.
Dal mondo alla memoria
“Una fanciullezza rubata” rappresenta così il punto d’incontro di due percorsi apparentemente lontani: quello dell’uomo che ha costruito una carriera internazionale nella tecnologia e quello dello scrittore che decide di fermarsi davanti alla propria memoria.
Giuliano Bruno ha trascorso gran parte della vita adulta fuori dall’Italia, ma la sua storia letteraria parte proprio da lì, dal Salento e da una vicenda familiare rimasta a lungo custodita nel silenzio.
Il risultato è un libro che attraversa generazioni e confini.
Una storia nata da una memoria privata, ma capace di parlare di temi universali: l’infanzia, il dolore, la perdita, l’identità, il rapporto tra madre e figlio e il bisogno di dare un nome alle esperienze che ci hanno formato.
Perché a volte, per capire davvero il mondo che abbiamo attraversato, bisogna prima tornare al punto da cui siamo partiti.
Giuliano Bruno è su Instagram | Facebook | TikTok
Press & Promo: Filippo Broglia recmedia comunicazione e promozione filippo@broglia.biz
Dalla Germania al Salento, Giuliano Bruno trasforma una lunga esperienza internazionale in un viaggio nella memoria familiare con il libro “Una fanciullezza rubata”.
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Onda Creativa Press. siamo anche su Youtube e Instagram. Resta aggiornato con le ultime notizie su eventi, musica, tv, libri e cultura a 360gradi!
Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo redazione@ondacreativapress.it Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a redazione@ondacreativapress.it .
