Image alt tag: Anziani e rappresentanti istituzionali durante la presentazione di Memorie in Cammino a Guardia Piemontese

Guardia Piemontese, la memoria degli anziani diventa una risorsa per tutta la comunità

Il progetto “Non più soli e… Memorie in Cammino” punta su partecipazione, prevenzione e dialogo tra generazioni

GUARDIA PIEMONTESE (CS) – La memoria degli anziani come patrimonio collettivo, la relazione come strumento contro la solitudine e la partecipazione come motore dell’invecchiamento attivo. Sono questi alcuni dei temi emersi a Guardia Piemontese durante la presentazione di “Non più Soli e … Memorie in Cammino”, il progetto realizzato dalla Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde” e ideato dall’ATS 2 Cetraro-Paola.

Dopo la presentazione ufficiale dello scorso 23 luglio a Paola, l’iniziativa ha raggiunto Guardia Piemontese, una delle nove comunità coinvolte nel progetto. Un percorso che nasce con l’obiettivo di contrastare la solitudine involontaria della popolazione anziana e promuovere un modello di invecchiamento attivo, costruendo attività specifiche sulla base delle caratteristiche sociali e culturali di ogni territorio.

L’appuntamento si è svolto sulla terrazza dell’Hotel Mediterraneo, davanti a una numerosa platea. La presentazione è stata moderata dalla giornalista Francesca Magurno e ha visto la partecipazione di amministratori, operatori sociali, educatori e rappresentanti della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.

Gli Over 65 custodi dell’identità di Guardia Piemontese

Il valore della memoria è stato uno dei fili conduttori dell’incontro. Per Gabriella Sconosciuto, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Guardia Piemontese, gli Over 65 rappresentano una componente fondamentale dell’identità locale.

L’amministrazione comunale ha aderito fin da subito alle finalità dell’iniziativa, riconoscendo negli anziani non soltanto persone da tutelare, ma portatori di una memoria indispensabile per comprendere la storia della comunità.

Guardia Piemontese possiede infatti una caratteristica culturale unica nel panorama meridionale: è l’unica città del Meridione dove viene parlata la lingua occitana.

Un patrimonio linguistico, culturale e storico che trova proprio negli anziani una straordinaria fonte di conoscenza.

Le loro testimonianze possono diventare uno strumento per raccontare alle nuove generazioni la storia del territorio, le tradizioni, le trasformazioni sociali e quelle peculiarità che rischierebbero altrimenti di disperdersi.

Dalla tutela assistenziale al welfare generativo

Il progetto propone anche una riflessione sul modo in cui vengono concepite le politiche sociali.

Annalisa Apicella, responsabile dell’Ufficio di Piano ATS n. 2, ha sottolineato la necessità di superare una visione del welfare esclusivamente assistenziale, promuovendo invece un modello generativo e rigenerativo.

Il punto di partenza è la consapevolezza che l’isolamento sociale non rappresenta una problematica esclusivamente legata all’età avanzata.

È una condizione che può interessare persone appartenenti a generazioni e fasce sociali differenti.

Da qui l’importanza di creare occasioni di incontro e di relazione, nelle quali ogni persona possa sentirsi riconosciuta e accolta.

Il progetto intende proprio costruire queste occasioni, favorendo una comunità nella quale la persona anziana possa continuare a essere risorsa, protagonista e parte attiva.

Il dialogo tra generazioni per recuperare storie e identità

Uno degli aspetti più significativi di “Non più soli e… Memorie in Cammino” è lo scambio intergenerazionale.

La dottoressa Marianna Andreoli, assistente sociale e referente di progetto dell’ATS 2, ha evidenziato come l’iniziativa non sia destinata esclusivamente agli Over 65.

Anche i giovani saranno protagonisti del percorso.

Potranno, ad esempio, intervistare le persone anziane, raccogliere racconti e testimonianze e conoscere direttamente la storia della propria comunità.

A Guardia Piemontese questa attività potrebbe assumere un significato particolare proprio in relazione alla cultura occitana.

La possibilità di ascoltare chi conserva nella propria memoria conoscenze, tradizioni e vicende del territorio permette di creare un ponte tra generazioni e, contemporaneamente, di trasformare la memoria individuale in patrimonio condiviso.

«Ci si sente soli se non si è più parte attiva, se non si è più risorsa della società», ha sottolineato Andreoli, spiegando come il progetto voglia modificare questa prospettiva e restituire alle persone un ruolo attivo nella comunità.

Prevenzione del declino cognitivo e nuove competenze

“Non più soli e… Memorie in Cammino” non si limita alla dimensione sociale, ma affronta anche il tema della prevenzione.

Le attività saranno sviluppate con il coinvolgimento di professionisti quali psicogeriatri, psicologi ed educatori.

L’obiettivo è proporre percorsi finalizzati alla prevenzione del declino cognitivo e all’acquisizione di soft skills considerate importanti per affrontare e prevenire eventuali situazioni di rischio.

Un approccio multidisciplinare che mette insieme dimensione sociale, psicologica, educativa e relazionale.

L’idea di fondo è che l’invecchiamento attivo debba essere accompagnato da strumenti capaci di sostenere il benessere della persona nella sua complessità.

“L’essere umano è tale se è parte di relazioni sociali”

Sul tema dell’isolamento è intervenuta anche Silvia Corvese, educatrice e sociologa, nonché team leader della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.

Da circa vent’anni Corvese si occupa della popolazione over 65, considerata vulnerabile non soltanto dal punto di vista fisiologico, ma anche sotto il profilo emotivo e cognitivo.

La prevenzione, ha spiegato, deve quindi essere accompagnata da competenze specifiche e da modalità di intervento adeguate.

Particolare attenzione va riservata sia al declino cognitivo sia all’isolamento sociale.

«L’essere umano non nasce solo; antropologicamente l’essere umano è tale se è parte di relazioni sociali», ha evidenziato Corvese.

Da questa considerazione nasce l’auspicio di costruire una consapevolezza sociale attiva, una cittadinanza attiva e, di conseguenza, un autentico invecchiamento attivo.

Le associazioni locali diventano parte del percorso

Un altro elemento centrale dell’iniziativa riguarda il rapporto con il tessuto associativo dei territori.

A Guardia Piemontese, a margine della presentazione, l’Associazione socioculturale “La Gardia” ha illustrato le proprie attività.

La presidente Lidia Logullo e il presidente emerito Silvio Carnevale hanno raccontato le iniziative realizzate per contrastare l’isolamento e favorire la socializzazione.

Tra queste figurano il laboratorio di ricamo, gli incontri con le nuove generazioni e altre occasioni di incontro e condivisione.

Esperienze già consolidate che rappresentano una base importante sulla quale costruire ulteriori attività.

“Ascolto, benessere e partecipazione”

La presidente della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”, Emanuela Sassone, ha ribadito che il progetto non sarà costruito attraverso interventi standardizzati.

Le attività dovranno essere adattate alle esigenze e alle peculiarità di ciascun Comune.

Per questo sarà importante il confronto con enti, associazioni e realtà sociali già attive.

«Ogni comune ha la propria specificità», ha spiegato Sassone, sottolineando anche la necessità di far conoscere all’esterno le peculiarità dei singoli territori.

Ascolto, benessere e partecipazione sono le tre parole individuate come fondamentali per sviluppare il progetto.

Un modello che punta quindi a costruire una rete territoriale capace di ascoltare i bisogni, valorizzare le risorse esistenti e intervenire anche rispetto alle necessità che emergeranno nel corso del percorso.

La prossima tappa sarà a Falconara Albanese

Il viaggio di “Non più soli e… Memorie in Cammino” prosegue ora verso Falconara Albanese.

La prossima presentazione è in programma mercoledì 19 agosto alle ore 21:00 in piazza Skanderbeg.

Saranno presenti il sindaco Giuseppe Porco, la vicesindaca con delega alle Politiche Sociali Arianna De Bartolo, la referente di progetto Marianna Andreoli e l’educatrice e team leader Silvia Corvese.

La serata sarà animata dai professionisti del settore a cura della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.

Da Guardia Piemontese a Falconara Albanese continua così un percorso che mette insieme persone, memoria, cultura e relazioni, con l’ambizione di trasformare l’invecchiamento da semplice condizione anagrafica a una fase della vita nella quale continuare a partecipare, raccontare, apprendere e contribuire alla crescita della propria comunità.


A Guardia Piemontese il progetto “Non più soli e… Memorie in Cammino” mette al centro gli anziani, la memoria occitana, la prevenzione e il dialogo tra generazioni.


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