Premio Truth 2026 evento istituzionale agroalimentare Pozzuoli

Pozzuoli capitale del Made in Italy: il Premio Truth celebra imprese, ricerca e identità territoriali

Successo per la seconda edizione dell’evento che riunisce istituzioni, università e aziende protagoniste dell’eccellenza agroalimentare italiana.

Pozzuoli si conferma punto di riferimento per il dialogo tra impresa, ricerca e valorizzazione del territorio grazie al successo della seconda edizione del Premio Truth – “Il Cibo Protagonista del Cambiamento”.

L’iniziativa, ospitata presso il Truth Restaurant&Events, ha acceso i riflettori sulle aziende che rappresentano il meglio del comparto agroalimentare italiano, promuovendo una riflessione sul futuro del settore e sulle opportunità offerte dall’innovazione.

Un confronto tra istituzioni, università e imprese

L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle professioni, confermando la volontà di costruire un modello di sviluppo fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato.

Ad aprire la manifestazione sono state le conduttrici Paola Mercurio e Magda Mancuso, che hanno introdotto il pubblico ai temi centrali della serata.

L’avvio ufficiale è stato affidato a Dorotea Ragucci, promotrice del progetto e CEO Founder di Truth Event, insieme alla Prof.ssa Anna Maria Colao, figura di riferimento della comunità scientifica italiana.

Il cibo come patrimonio culturale

Durante il suo intervento, Anna Maria Colao ha ribadito il valore del cibo come strumento di benessere, crescita sociale e sviluppo sostenibile.

Una visione che si inserisce perfettamente nella filosofia del Premio Truth, nato per promuovere modelli produttivi innovativi e responsabili capaci di generare valore per le comunità locali.

L’iniziativa è stata ideata dall’Art Director Alfredo Mariani, mentre la direzione artistica della struttura è stata affidata a Fabio Ragucci.

Le eccellenze premiate

La seconda edizione ha premiato alcune tra le più importanti realtà del panorama agroalimentare nazionale.

Tra queste:

GranTerre, Sanpellegrino, Biffi FORMEC, Granata 1936, La Fiammante, Stuzzicante, Dorella – Oleificio Candela, O Sole ’e Napule ed Enodelta.

A consegnare i riconoscimenti sono stati esponenti delle istituzioni, del giornalismo, del cinema, dell’enogastronomia e delle associazioni di categoria.

Il dialogo internazionale al centro dell’evento

Uno dei momenti più significativi della serata è stato il coinvolgimento dell’Ambasciatore del Burundi in Italia Ernest Ndabashinze e della diplomatica Fiume Giallo Imperatore, protagonisti di un momento dedicato alla cooperazione e al confronto tra culture.

Un segnale importante che testimonia la crescente rilevanza internazionale delle produzioni agroalimentari italiane.

Un riconoscimento che guarda alla terza edizione

Nel suo intervento conclusivo, Dorotea Ragucci ha ringraziato collaboratori, partner e aziende partecipanti, sottolineando come il Premio Truth sia ormai diventato un appuntamento stabile per la promozione delle eccellenze italiane.

<em>“Raccontiamo un’Italia che lavora, innova e difende le proprie eccellenze”</em>, ha dichiarato.

La forza dei territori come valore strategico

La manifestazione ha ribadito come il futuro dell’agroalimentare passi dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, valorizzando le specificità territoriali e sostenendo la competitività delle imprese.

Il Premio Truth 2026 si conferma così un osservatorio privilegiato sul Made in Italy che produce, investe e costruisce il futuro.


A Pozzuoli il Premio Truth 2026 riunisce aziende, università e istituzioni per valorizzare le eccellenze del Made in Italy agroalimentare.


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