La storia di Rosario Livatino arriva in televisione con una miniserie che intreccia impegno civile, fede e lotta alla criminalità organizzata. L’anteprima di Livatino – Il giudice e i suoi assassini, diretta da Michele Placido, ha vissuto un momento di particolare rilievo alla Festa del Cinema di Roma, dove la proiezione ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
L’appuntamento si è svolto il 21 ottobre 2026 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, nell’ambito della ventunesima edizione della manifestazione cinematografica, all’interno della sezione Freestyle | Serie. Una serata che ha riportato l’attenzione sulla figura del magistrato siciliano, ucciso dalla mafia a soli 37 anni, e sull’attualità della sua testimonianza.
Michele Placido porta sullo schermo una storia di coraggio
Raccontare Rosario Livatino significa confrontarsi con una vicenda nella quale il dovere professionale si intreccia con una profonda dimensione spirituale. È questa la prospettiva scelta da Michele Placido, che affronta gli ultimi due anni di vita del magistrato concentrandosi non soltanto sulla sua attività giudiziaria, ma anche sulla persona che si celava dietro il ruolo istituzionale.
Il regista guarda alla tradizione del cinema civile di Francesco Rosi e costruisce un racconto nel quale la riservatezza, gli affetti, la fede e il senso del dovere diventano elementi essenziali per comprendere le scelte di Livatino.
Il magistrato, interpretato da Giuseppe De Domenico, si trova al centro di una Sicilia segnata dalla presenza della criminalità organizzata. Il suo lavoro colpisce gli interessi economici dei gruppi mafiosi, mentre la sua condotta professionale rimane saldamente ancorata all’indipendenza di giudizio e al rispetto della dignità umana.
La storia di Livatino e quella dei suoi assassini
Uno degli elementi centrali della miniserie è l’intreccio tra la vita del magistrato e quella dei giovani appartenenti alla Stidda che diventeranno i suoi assassini. Tra i personaggi figura Tano, interpretato da Leonardo Maltese.
Questa scelta narrativa permette di ricostruire il contesto sociale e criminale nel quale maturò l’omicidio del 21 settembre 1990, senza perdere di vista il significato umano della vicenda.
Livatino viene rappresentato come un uomo determinato, capace di affrontare le proprie responsabilità senza rinunciare ai valori nei quali credeva. La sua storia diventa così uno strumento per riflettere sul rapporto tra giustizia e potere criminale, sulla responsabilità delle istituzioni e sul prezzo che può comportare la difesa della legalità.
Sergio Mattarella all’anteprima della Festa del Cinema di Roma
La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito alla presentazione un particolare significato istituzionale. La partecipazione del Capo dello Stato ha accompagnato una serata dedicata alla memoria di un magistrato divenuto simbolo di integrità e dedizione al bene comune.
Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha sottolineato il valore dell’opera per il Servizio Pubblico, evidenziando l’importanza di conservare la memoria e promuovere la cultura della legalità attraverso storie capaci di rafforzare la coscienza civile.
La produttrice Federica Luna Vincenti ha espresso gratitudine al Presidente della Repubblica, alla Rai e alla Festa del Cinema di Roma, sottolineando l’impegno profuso nel raccontare la dimensione umana di Livatino e nel trasformare la memoria del suo sacrificio in conoscenza.
L’anteprima si colloca inoltre in un momento significativo per la figura del magistrato: il 7 ottobre 2026, infatti, il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha sancito con decreto la proclamazione del beato Rosario Livatino a Patrono dei Magistrati italiani.
Un cast che unisce cinema, televisione e impegno civile
La miniserie può contare su un cast articolato, guidato da Giuseppe De Domenico nel ruolo di Rosario Livatino e da Leonardo Maltese in quello di Tano.
Nel progetto sono coinvolti anche Nino Frassica, Michela De Rossi, Ninni Bruschetta, Brenno Placido e Francesco Benigno. David Coco interpreta Paolo Borsellino, mentre Beniamino Marcone veste i panni di Giovanni Falcone. Completano il cast Gaetano Aronica e Michele Placido, presente anche con una partecipazione straordinaria.
La sceneggiatura è firmata da Angelo Pasquini, Fidel Signorile e Michele Placido. La produzione è affidata a Federica Luna Vincenti per una coproduzione Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com.
L’opera è stata realizzata con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo e della Regione Siciliana, attraverso l’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo e la Sicilia Film Commission.
Quando vedere la miniserie su Rai 1 e Rai Play
Livatino – Il giudice e i suoi assassini è composta da quattro episodi, distribuiti in due serate televisive.
La messa in onda è prevista per lunedì 9 e martedì 10 novembre 2026, in prima visione su Rai 1 e Rai Play.
La miniserie si propone di avvicinare il pubblico alla vicenda di un magistrato che ha lasciato un segno profondo nella storia della giustizia italiana. Attraverso il linguaggio del cinema e della serialità televisiva, il racconto di Michele Placido riporta al centro il valore della coerenza, della responsabilità e del coraggio di chi sceglie di servire lo Stato anche di fronte alle minacce della criminalità mafiosa.
Ph Paolo Giandotti_Ufficio per la Stampa e la Comunicazione_PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Michele Placido porta sullo schermo gli ultimi anni di Rosario Livatino. La miniserie, presentata alla presenza di Sergio Mattarella, andrà in onda il 9 e 10 novembre su Rai 1 e Rai Play.
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