Dal repertorio storico alle canzoni più recenti, passando per Pino Daniele e il richiamo finale alla tradizione napoletana: oltre trenta brani per uno spettacolo costruito sulla voce di Giorgia e su una straordinaria band internazionale.
Una voce inconfondibile, una scaletta capace di attraversare più di vent’anni di musica e un pubblico coinvolto fino all’ultimo minuto. È questa la fotografia del “G Last Call” di Giorgia, andato in scena a Caserta il 21 settembre, dopo il successo del tour nei palazzetti dello sport e le date del G Summer Tour 2026.
Un concerto nel quale la dimensione musicale è rimasta sempre protagonista, ma che ha saputo trasformarsi anche in un incontro tra l’artista e le persone presenti sotto il palco.
Una scaletta costruita sulla carriera
Sono stati oltre trenta i brani proposti da Giorgia nel corso della serata.
Una scelta che ha permesso di attraversare differenti periodi della sua carriera, alternando canzoni diventate patrimonio della musica italiana e composizioni più recenti.
Il pubblico ha potuto ritrovare “Come saprei”, “E poi”, “Gocce di memoria” e “Di sole e d’azzurro”, quattro titoli che rappresentano altrettanti momenti fondamentali del percorso artistico della cantante.
Ma il viaggio musicale non si è fermato al passato. Nella scaletta hanno trovato posto anche “Niente di male” e “La cura per me”, a testimonianza della continuità di un percorso che unisce memoria e contemporaneità.
La ricchezza della scaletta ha permesso così a Giorgia di modificare continuamente registro, alternando passaggi più energici a momenti raccolti e interpretazioni dalla forte componente emotiva.
Una prova vocale al centro della serata
Se il concerto ha potuto contare su una produzione spettacolare, il vero elemento centrale è rimasto la voce di Giorgia.
La cantante ha affrontato il lungo percorso musicale della serata con una performance capace di valorizzare sia la potenza sia le sfumature più intime delle composizioni.
Nei grandi classici, la voce ha riportato sul palco melodie conosciute dal pubblico; nei brani più recenti, invece, l’interpretazione ha permesso di inserirli naturalmente all’interno di un repertorio già consolidato.
È stata quindi una prova costruita sull’equilibrio tra tecnica e interpretazione, con la voce sempre in primo piano.
Sul palco una squadra di musicisti internazionale
A rendere particolarmente articolato il suono del “G Last Call” è stata anche la formazione che ha accompagnato Giorgia.
Una band internazionale composta da musicisti di grande esperienza, capace di sostenere le differenti anime dello spettacolo.
Sul palco Sonny T. ha suonato basso e chitarra, Mike Scott la chitarra e Mylious Johnson la batteria.
La sezione tastiere era affidata a Gian Luca Ballarin, al piano e alle tastiere, e Fabio Visocchi, alle tastiere.
A completare la parte vocale Diana Winter e Andrea Faustini, mentre gli archi hanno aggiunto ulteriore profondità agli arrangiamenti con Valentina Sgarbossa al violoncello, Caterina Coco e Alessio Cavalazzi al violino e Matteo Lipari alla viola.
Una formazione numerosa e articolata, capace di accompagnare Giorgia in uno spettacolo che ha richiesto registri musicali differenti.
Quando il grande show lascia spazio al contatto diretto
Uno dei momenti più particolari della serata è arrivato subito dopo i primi tre brani.
Giorgia si è infatti avvicinata idealmente al pubblico delle prime file, dando vita a un grazioso siparietto con alcune giovani fan.
Sono arrivati disegni, manifesti e altri oggetti da autografare. Tra questi anche un CD, particolarmente gradito all’artista e diventato uno degli oggetti simbolo di quel breve momento di incontro.
Sono istanti che interrompono, almeno per qualche minuto, la distanza tra il grande palco e la platea.
Il pubblico non è più soltanto spettatore, ma diventa parte della serata, con Giorgia che raccoglie gli inviti e risponde alla partecipazione delle persone più vicine al palco.
Un impianto visivo da grande produzione internazionale
Il “G Last Call” non si è affidato soltanto alla musica.
La scenografia ha avuto un ruolo importante nella costruzione dello spettacolo, con effetti di luce, led wall e laser capaci di trasformare il palco durante le diverse fasi del concerto.
Una componente visiva imponente, con effetti laser che per impatto hanno richiamato una dimensione da grande produzione internazionale, quasi da Pink Floyd.
Musica e immagini hanno così proceduto insieme, accompagnando le variazioni di ritmo e atmosfera della scaletta.
In trio acustico il ricordo di Pino Daniele
A metà concerto il registro è cambiato.
Giorgia si è presentata in trio acustico, riducendo la componente scenografica e concentrando l’attenzione sull’essenza della musica.
È stato il momento scelto per rendere omaggio a Pino Daniele attraverso “Vento di Passione”.
La scelta ha assunto un significato particolare per il rapporto artistico che aveva già unito i due interpreti. Giorgia aveva infatti duettato con Pino Daniele proprio sulle note del brano anche durante il grande live di Piazza del Plebiscito a Napoli nel 2008.
A Caserta, “Vento di Passione” ha quindi rappresentato un momento di memoria e continuità, inserito all’interno di un concerto che ha attraversato differenti epoche della musica di Giorgia.
Il pubblico casertano accompagna il finale
Il rapporto con la platea è tornato protagonista anche nella parte conclusiva dello spettacolo.
Verso la fine Giorgia ha raccontato l’invito arrivato dal pubblico, accennando quindi “’O Surdato ‘nnammurato”.
Un richiamo alla tradizione napoletana che ha chiuso idealmente il cerchio di una serata vissuta tra grandi canzoni italiane, memoria musicale e partecipazione.
Dopo oltre trenta brani, il pubblico ha così accompagnato Giorgia verso la conclusione di un concerto nel quale la dimensione spettacolare ha convissuto con quella più intima.
“G Last Call”, la forza di un repertorio che continua a vivere
Il concerto di Caserta ha messo insieme tutti gli ingredienti che caratterizzano il percorso live di Giorgia: una voce protagonista, una scaletta ampia, una formazione internazionale e una produzione scenica di grande impatto.
Dai classici “Come saprei”, “E poi”, “Gocce di memoria” e “Di sole e d’azzurro”, fino a “Niente di male” e “La cura per me”, il repertorio ha raccontato passato e presente.
Poi il momento acustico con “Vento di Passione”, il ricordo di Pino Daniele, il contatto con le giovani fan delle prime file e infine “’O Surdato ‘nnammurato”.
Un “G Last Call” che a Caserta ha trovato nella musica e nella partecipazione del pubblico i suoi elementi distintivi, confermando la dimensione live come uno dei territori nei quali il repertorio di Giorgia continua a esprimere tutta la propria forza.
A Caserta Giorgia porta il G Last Call: oltre trenta brani, una band internazionale, grandi classici, nuove canzoni, l’omaggio a Pino Daniele e il finale con ’O Surdato ’nnammurato.
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