Tre film, tre sguardi differenti sulla contemporaneità e un unico filo conduttore: la capacità del cinema di raccontare ciò che spesso rimane ai margini. È questa la cifra della XVI edizione del Sorriso Diverso Venezia Award, riconoscimento collaterale ufficiale della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
A conquistare i tre premi sono stati Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, indicato come Miglior Film Straniero, Rider di Roan Johnson e Dade (Davide Pavanello), premiato come Miglior Film Italiano, e Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor, vincitore del riconoscimento per la Migliore Regia Under 35.
La cerimonia di premiazione è in programma venerdì 11 settembre alle ore 16:30, allo Spazio Incontri del Venice Production Bridge dell’Hotel Excelsior al Lido, nel cuore della manifestazione veneziana. A condurla sarà il presidente del Premio Diego Righini, affiancato dalla madrina ufficiale Federica Luna Vincenti.
Un cinema che sceglie di non voltarsi dall’altra parte
Il Sorriso Diverso Venezia Award conferma anche quest’anno una precisa idea di cinema: non soltanto intrattenimento, ma uno strumento capace di interrogare la realtà, accendere riflessioni e dare voce a storie e persone che rischiano di essere dimenticate.
Le tre opere premiate affrontano infatti questioni profondamente diverse: le discriminazioni e il rapporto tra carriera e vita familiare, il linguaggio delle nuove generazioni e il rapporto tra musica e cinema, la guerra e l’impatto delle nuove tecnologie sulle dinamiche del conflitto.
È proprio questa pluralità di prospettive ad aver caratterizzato la selezione della XVI edizione, nella quale sono state individuate 16 opere italiane e internazionali provenienti dalle diverse sezioni della Mostra, tra Concorso, Fuori Concorso, Orizzonti e Settimana Internazionale della Critica.
Stéphane Brizé racconta la condizione delle donne nel mondo del lavoro
Il riconoscimento come Miglior Film Straniero è andato a Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, autore che torna a confrontarsi con il mondo del lavoro e con le relazioni di potere che lo attraversano.
Il film affronta temi come mobbing e maschilismo, soffermandosi sulla condizione delle donne nei luoghi di lavoro e sul difficile equilibrio tra ambizione professionale e dimensione privata.
Al centro della narrazione emerge una questione ancora fortemente attuale: quella di un sistema nel quale una donna può trovarsi costretta a scegliere tra la propria realizzazione professionale e la vita familiare.
La giuria ha premiato la forza della scrittura, la precisione della costruzione narrativa e l’eccellenza del cast, con una particolare sottolineatura per l’interpretazione di Alba Rohrwacher.
“Rider”, quando il cinema incontra la musica
Il premio per il Miglior Film Italiano è stato assegnato a Rider, scritto e diretto da Roan Johnson e Dade, Davide Pavanello.
L’opera nasce dall’incontro tra cinema e musica contemporanea e utilizza il ritmo, la parola e la musica per raccontare l’immaginario delle nuove generazioni.
Una scelta narrativa originale che permette al film di affrontare l’attualità attraverso un linguaggio capace di superare i confini tradizionali tra cinema e musica.
Non a caso la motivazione della giuria definisce l’opera “un film che si ascolta e un disco che si vede”: una sintesi efficace di un progetto nel quale immagini e suoni diventano parti di una stessa esperienza narrativa.
“Naza” porta sullo schermo la guerra e l’intelligenza artificiale
Particolarmente significativo anche il riconoscimento assegnato alla Migliore Regia Under 35.
A vincere sono stati Yuval Abraham e Rachel Szor con Naza, un’opera che affronta il conflitto di Gaza interrogandosi sul ruolo sempre più rilevante della tecnologia e dei sistemi di intelligenza artificiale nelle dinamiche della guerra.
La giuria ha riconosciuto ai due giovani registi il coraggio di confrontarsi con una realtà complessa e dolorosa, attraverso un’opera definita necessaria, onesta e di grande potenza.
Il film trasforma l’inchiesta in una riflessione più ampia sui temi della responsabilità, della disumanizzazione e del silenzio, ponendo interrogativi che vanno oltre il singolo racconto e investono il rapporto tra tecnologia, conflitti e responsabilità umana.
Diego Righini: “Il cinema sociale non è un genere”
Il presidente del Sorriso Diverso Venezia Award, Diego Righini, sottolinea il significato dei tre riconoscimenti assegnati a Venezia.
“Questi tre riconoscimenti raccontano bene la direzione che il Sorriso Diverso Venezia Award ha scelto di seguire: premiare opere diverse tra loro, ma accomunate dalla capacità di guardare la realtà senza sottrarsi alle sue contraddizioni. Il cinema sociale non è un genere, è uno sguardo sul presente. E quando questo sguardo riesce a trasformarsi in una storia cinematograficamente forte, allora il cinema può davvero lasciare un segno”.
Una dichiarazione che sintetizza la missione del Premio e la scelta di valorizzare opere capaci di mettere in relazione qualità cinematografica e attenzione alla realtà.
Federica Luna Vincenti: “Portarci dove scegliamo di non guardare”
Il valore del cinema come strumento di conoscenza è al centro anche delle parole della madrina Federica Luna Vincenti, protagonista della cerimonia con un monologo dedicato alla forza delle immagini e delle storie.
“Credo che il cinema abbia una responsabilità precisa: portarci dove spesso scegliamo di non guardare. È questo il valore del Sorriso Diverso Venezia Award, dare centralità a storie e persone che rischiano di restare ai margini, perché il cinema può ancora cambiare il nostro modo di guardare il mondo”.
Il messaggio della madrina pone così l’accento sulla funzione civile del cinema e sulla possibilità che una storia cinematografica riesca a trasformare la percezione dello spettatore.
La giuria e le 16 opere selezionate
A decretare i vincitori è stata una giuria presieduta dal critico cinematografico Catello Masullo e composta da Paola Dei, Massimo Nardin, Rossella Pozza, Paola Dalla Torre, Franco Mariotti, Alessandro Occhipinti, Antonio Castaldo, Armando Lostaglio, Alberto Pierini, Michela Manente, Manuele Ferrari Angelo Comneno e Francesca Gallifuoco.
I giurati hanno individuato i tre vincitori tra le 16 opere italiane e internazionali selezionate per la XVI edizione del Premio.
Il Sorriso Diverso Venezia Award si conferma quindi uno spazio di attenzione verso un cinema capace di affrontare le trasformazioni della società e di dare forma a interrogativi che appartengono al presente.
Dalla tutela del mare di Capri al futuro dell’audiovisivo
La cerimonia veneziana non sarà dedicata esclusivamente ai riconoscimenti cinematografici.
Tra gli appuntamenti previsti è infatti inserito un momento dedicato all’ambiente con Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), e Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde.
L’iniziativa sarà dedicata alla promozione della campagna di sensibilizzazione per l’istituzione dell’Area Marina Protetta dell’Isola di Capri.
È inoltre previsto l’intervento di Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, all’indomani dell’approvazione in prima lettura del testo unico sul cinema e sull’audiovisivo.
Un passaggio importante per il settore, che porta al centro della discussione il futuro del cinema italiano e il suo valore non soltanto artistico, ma anche culturale, industriale e sociale.
Un premio nato per valorizzare la cinematografia sociale
Il Premio “Sorriso Diverso Venezia Award” è promosso dall’Università Cerca Lavoro, presieduta da Ilaria Battistelli, ente promotore anche del Festival Internazionale della Cinematografia Sociale Tulipani di Seta Nera.
La manifestazione è realizzata in collaborazione con Dream On, con Diego Righini alla presidenza e Paola Tassone alla direzione artistica.
Il Premio gode del contributo del Ministero della Cultura e del patrocinio di Rai per la Sostenibilità ESG. Rai Pubblica Utilità è media partner della manifestazione.
Confermata anche la collaborazione con Frecciarossa, treno ufficiale del Premio, che rinnova il proprio sostegno alla manifestazione e al cinema sociale internazionale.
La XVI edizione del Sorriso Diverso Venezia Award si inserisce così nel programma della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con una proposta che mette al centro diritti, inclusione, responsabilità, giovani generazioni e capacità del cinema di interpretare il presente.
Per informazioni sul Premio è possibile consultare www.sorrisodiversoaward.com.
Il Sorriso Diverso Venezia Award premia a Venezia 83 tre film capaci di raccontare lavoro, discriminazioni, musica, guerra, intelligenza artificiale e nuove generazioni.
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