Giuseppe Errichiello durante la presentazione del libro Un napoletano al Wasabi a Cardito

Da Afragola a Tokyo, la storia di Peppe Errichiello diventa un libro

“Un napoletano al Wasabi”, il memoir scritto da Giuseppe Errichiello con Luigi D’Antonio, è stato presentato al Jarden di Cardito davanti a oltre 300 persone

Una storia lunga più di novemila chilometri, nata nella periferia di Afragola e arrivata fino a Tokyo, diventa un libro. È quella di Giuseppe “Peppe” Errichiello, pizzaiolo napoletano che ha trasformato sacrifici, difficoltà e lontananza dalla propria terra in un percorso di crescita personale e professionale.

A raccontarla è il memoir “Un napoletano al Wasabi”, scritto da Luigi D’Antonio, presentato ufficialmente al Jarden di Cardito, in provincia di Napoli, davanti a oltre 300 persone.

Familiari, amici, rappresentanti delle istituzioni e giornalisti hanno partecipato a una serata che ha superato i confini della semplice presentazione editoriale. Il libro è diventato infatti il punto di partenza per parlare di famiglia, lavoro, identità, integrazione, imprenditoria e solidarietà.

Un memoir senza filtri sulla vita di Giuseppe Errichiello

“Un napoletano al Wasabi” sceglie di raccontare Giuseppe Errichiello senza costruire un’immagine celebrativa del protagonista.

Il memoir affronta invece in maniera cruda e autentica le diverse fasi della sua vita, comprese le difficoltà e le scelte che hanno contribuito a determinare il suo futuro.

Il percorso narrativo si sviluppa attraverso quattro passaggi fondamentali: le radici, il riscatto, la terra e la libertà.

Quattro parole che diventano altrettante tappe di una vicenda personale nella quale la dimensione privata si intreccia continuamente con quella professionale.

Le radici sono ad Afragola

Il viaggio di Peppe comincia ad Afragola, durante un’infanzia complessa e segnata anche dal rapporto con il padre.

Nel periodo più difficile della crescita, un ruolo fondamentale viene ricoperto dalla madre Pina, presenza capace di sostenerlo nelle avversità e di rappresentare un punto di riferimento fondamentale.

Nella sua formazione entra anche zio Tonino, che lo avvicina al mestiere del forno.

È proprio attraverso questo primo contatto con il mondo della panificazione che prende forma un rapporto destinato a diventare centrale nella sua vita: quello con un mestiere fatto di manualità, sacrificio, passione e disciplina.

Le radici napoletane rimarranno una componente fondamentale anche quando la vita lo porterà lontanissimo da casa.

Il periodo della formazione e la scelta di cambiare vita

La crescita di Giuseppe non è lineare.

Nel suo passato trovano spazio anche le tentazioni della strada, una fase delicata che lo mette davanti alla necessità di scegliere quale futuro costruire.

Un passaggio significativo è rappresentato dal servizio militare, esperienza attraverso la quale entra in contatto con la disciplina e con un diverso senso delle responsabilità.

Poi arriva l’incontro con Ayumi, la prima moglie.

La relazione rappresenta una svolta decisiva perché apre la strada a una scelta che cambierà completamente la sua esistenza: lasciare l’Italia e partire verso il Giappone.

Tokyo, una nuova vita lontano da casa

Il trasferimento a Tokyo rappresenta una delle prove più importanti per Errichiello.

La città giapponese diventa la metafora della terra straniera, quella nella quale bisogna imparare nuovamente a vivere, lavorare e costruire relazioni.

L’adattamento non è semplice.

Alla distanza geografica si aggiunge la nostalgia di casa, il confronto con una cultura diversa e la necessità di costruire un nuovo equilibrio personale.

Ma proprio in questa fase arrivano alcune delle esperienze più importanti della sua vita.

Tra queste la paternità, che introduce una nuova dimensione affettiva e nuove responsabilità.

Contemporaneamente prende forma un progetto destinato a portare l’identità napoletana nel cuore del Giappone.

“Napoli Sta’ Ca’”, il legame con la propria terra

La distanza da Napoli non cancella il legame con la città e con la cultura d’origine.

Al contrario, quel legame diventa una componente dell’attività professionale di Peppe e si concretizza nella nascita del brand “Napoli Sta’ Ca’”.

Il nome stesso rappresenta una dichiarazione d’identità: essere lontani da Napoli non significa rinunciare alle proprie radici.

La pizza, il forno e la tradizione diventano così strumenti attraverso i quali Errichiello continua a raccontare la propria terra, adattandone la cultura gastronomica a un contesto internazionale.

Dal sacrificio all’indipendenza economica

La quarta fase del racconto è quella della libertà.

Nel memoir, la libertà viene associata alla conquista dell’indipendenza economica, all’affermazione imprenditoriale e alla consapevolezza di aver costruito con il proprio lavoro una posizione riconosciuta.

Il percorso professionale di Errichiello arriva infatti fino al prestigioso posizionamento ai vertici della classifica “50 Top Pizza”.

Un risultato che testimonia la capacità di trasformare una passione nata attraverso le prime esperienze nel forno in un progetto imprenditoriale capace di confrontarsi con il mercato internazionale.

Il Jarden di Cardito accoglie oltre 300 persone

La presentazione del libro al Jarden di Cardito ha restituito alla storia di Peppe una dimensione collettiva.

Oltre 300 partecipanti hanno preso parte all’appuntamento, accompagnando il protagonista in un viaggio attraverso ricordi, esperienze e traguardi.

La presenza di familiari e amici di sempre ha reso particolarmente significativo il ritorno nella sua terra d’origine, mentre la partecipazione delle istituzioni ha sottolineato il valore pubblico di una vicenda considerata anche un esempio per le nuove generazioni.

Il talk-show con Francesco Russo

Il momento centrale della serata è stato il talk-show dedicato alla vita e al libro di Giuseppe Errichiello.

A condurre il confronto è stato il giornalista Francesco Russo, direttore del quotidiano La Gazzetta dello Spettacolo.

Sul palco, insieme a Peppe, è intervenuto l’autore Luigi D’Antonio, con il quale sono state ripercorse la genesi del memoir e le principali tappe della storia raccontata nel volume.

Il confronto ha permesso di approfondire non soltanto gli aspetti professionali, ma anche le esperienze personali che hanno contribuito alla formazione del protagonista.

Afragola riconosce il valore di un suo cittadino

Particolarmente significativo è stato il momento istituzionale che ha aperto l’evento.

Il sindaco di Afragola, Gennaro Giustino, insieme al Vicesindaco, ha consegnato a Giuseppe Errichiello una targa di riconoscimento.

La città ha voluto così premiare un cittadino considerato meritevole e capace di rappresentare un esempio per i giovani del territorio.

Un riconoscimento che assume un significato particolare alla luce della storia raccontata nel libro: un ragazzo cresciuto ad Afragola che, dopo aver affrontato numerose difficoltà, è riuscito a costruire una nuova vita a migliaia di chilometri di distanza.

Maria Spena e il riconoscimento al pizzaiolo napoletano

Nel corso della serata è arrivato anche il saluto dell’amica Onorevole Maria Spena, Capogruppo della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

Il suo intervento ha evidenziato l’importanza dei risultati ottenuti da Errichiello nel corso della sua carriera e il valore di una storia professionale costruita attraverso sacrificio e determinazione.

La presenza delle istituzioni ha così accompagnato quella della famiglia e degli amici, creando un ponte tra il percorso individuale di Peppe e il territorio dal quale tutto è partito.

La solidarietà al centro dell’iniziativa

Uno degli elementi più importanti dell’evento è stato il suo impegno solidale.

La moglie Stefania Tuccillo, preziosa compagna di vita di Giuseppe Errichiello, ha partecipato al momento dedicato al valore sociale dell’iniziativa promossa attraverso l’associazione “Sol Levante”.

Il progetto prevede che l’intero ricavato proveniente dalla distribuzione del libro e dalle donazioni raccolte durante la serata venga destinato a progetti dedicati ai bambini speciali.

L’iniziativa sostiene inoltre associazioni sportive di judo attive in Campania, impegnate nell’inclusione e nel recupero sociale di giovani provenienti da situazioni di disagio.

A parlare del progetto insieme a Peppe e Stefania è stato anche il maestro di judo Mario Palermo.

In questo modo, il racconto autobiografico non rimane confinato alle pagine del libro, ma diventa un’occasione per sostenere concretamente percorsi di inclusione e crescita.

La serata si conclude tra musica e incontri

Terminati i momenti dedicati al libro, la serata ha lasciato spazio alla convivialità.

Un DJ Set ha accompagnato il momento food, permettendo agli ospiti di trascorrere altro tempo insieme al protagonista.

Fotografie, conversazioni e autografi sulle copie di “Un napoletano al Wasabi” hanno concluso un appuntamento caratterizzato dall’affetto e dalla partecipazione del pubblico.

Un viaggio che continua da Napoli al Giappone

La presentazione di “Un napoletano al Wasabi” ha riportato idealmente Giuseppe Errichiello nel territorio dal quale è partito.

La sua storia attraversa Afragola, il servizio militare, l’incontro con Ayumi, la partenza per il Giappone, Tokyo, la paternità, la nascita di “Napoli Sta’ Ca’” e l’affermazione nel mondo della pizza, fino al riconoscimento ottenuto con “50 Top Pizza”.

Una vicenda nella quale il successo professionale rappresenta soltanto uno degli elementi.

Al centro rimane il percorso umano: la capacità di affrontare le difficoltà, mantenere vivo il rapporto con le proprie radici e trasformare la lontananza in una nuova occasione di crescita.

La serata di Cardito ha così restituito a Peppe Errichiello l’abbraccio della sua terra, trasformando la presentazione di un libro in un momento di memoria, identità, riconoscimento e solidarietà.

L’organizzazione dell’evento è stata curata da Just Live, nella figura di Luigi Castaldo, con il supporto di M4 Associati, nella figura di Max Soria.

“Un napoletano al Wasabi” è pubblicato da LFA Publisher.


Da Afragola a Tokyo, Giuseppe Errichiello racconta in “Un napoletano al Wasabi” una vita fatta di sacrifici, famiglia, pizza, imprenditoria, radici napoletane e solidarietà.


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