Nicola Timpone presenta a Venezia 83 il libro sui 18 anni del Marateale

Marateale, 18 anni di incontri e grandi protagonisti: a Venezia la storia della kermesse lucana

Dal cuore della Basilicata al Lido di Venezia, passando attraverso diciotto anni di cinema, incontri e relazioni. È questa la storia raccontata da “Marateale 18 e la storia continua… I 100 volti che hanno reso grande la kermesse cinematografica lucana”, il volume scritto da Nicola Timpone, direttore artistico del Marateale – Premio internazionale Basilicata e presentato a Venezia durante la 83esima Mostra internazionale d’arte cinematografica.

La presentazione si è svolta presso lo spazio Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, al Lido di Venezia, in uno dei luoghi simbolo dell’industria cinematografica internazionale. Un’occasione per ripercorrere le origini e l’evoluzione di una manifestazione che, nata come una scommessa in una piccola piazza della Basilicata, è riuscita nel tempo a costruire una dimensione sempre più ampia.

Il racconto di un festival attraverso cento volti

Il libro di Nicola Timpone nasce con l’obiettivo di conservare e raccontare la memoria di diciotto anni di Marateale.

Le pagine del volume raccolgono storie, incontri, aneddoti ed emozioni vissute nel corso delle diverse edizioni, soffermandosi soprattutto sulle personalità che hanno contribuito a rendere la kermesse un appuntamento riconosciuto nel panorama cinematografico nazionale e internazionale.

Il racconto porta il lettore anche dietro le quinte del festival, mostrando il lavoro, le relazioni e le occasioni di confronto che hanno accompagnato la crescita della manifestazione.

Una rete costruita nel tempo con protagonisti del cinema, della televisione e della cultura, diventata uno degli elementi caratterizzanti dell’esperienza Marateale.

A impreziosire il volume è la prefazione di Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Alberto Barbera e il legame con Maratea

La presenza di Barbera alla presentazione veneziana ha dato particolare significato al racconto dei diciotto anni del festival.

Intervenuto all’incontro condotto da Claudio Guerrini, il direttore della Mostra di Venezia ha ricordato il suo rapporto con il Marateale e con la Basilicata, una relazione iniziata proprio grazie a Nicola Timpone.

«Frequento Marateale da tantissimi anni: partecipare è sempre un’esperienza straordinaria, in un luogo unico per bellezza, accoglienza e ospitalità. Ho conosciuto Nicola Timpone nel 2012, a Venezia. Fu lui a invitarmi per la prima volta in Basilicata, una regione che non conoscevo e della quale mi sono immediatamente innamorato, soprattutto per il carattere e il calore dei lucani».

Un legame che, nelle parole di Barbera, rappresenta anche la forza di una manifestazione capace di creare un ambiente nel quale le relazioni personali e professionali si intrecciano con la passione per il cinema.

«La cosa sorprendente di questo festival è che ogni volta ci trovi mezzo cinema italiano, perché tutti ci tornano volentieri. È un luogo di incontro, di amicizia e anche di relax».

Da una piccola piazza a un appuntamento internazionale

La trasformazione del Marateale è uno degli aspetti centrali del volume.

Quella che inizialmente era una scommessa legata a una realtà territoriale è diventata, attraverso diciotto edizioni, una manifestazione capace di attirare star, produttori, registi, attori e professionisti dell’industria cinematografica.

Per Nicola Timpone, il salto di qualità non riguarda soltanto la notorietà raggiunta dal festival, ma soprattutto le opportunità che la rete costruita negli anni è riuscita a generare.

«Il festival è diventato un appuntamento internazionale, capace di creare connessioni concrete tra produttori, attori e professionisti del settore, che spesso si trasformano in nuove occasioni di lavoro. E posso già anticipare che il prossimo anno ci saranno grandi novità».

Una dichiarazione che guarda già al futuro e lascia intravedere una nuova fase per il Marateale.

Il ricordo di Sophia Loren

Tra le numerose esperienze vissute in diciotto anni, Nicola Timpone conserva un ricordo particolarmente intenso: l’arrivo a Maratea di Sophia Loren.

Il momento viene ricordato come una delle emozioni più forti dell’intero percorso.

«L’emozione più grande è stata quando arrivò Sophia Loren. La presi per mano e la accompagnai sul palco: mi sono commosso perché in quel momento avevo accanto la storia del cinema mondiale, arrivata in quello che allora era ancora un piccolo festival. Sophia resta Sophia».

In queste parole è racchiuso il significato di un percorso che ha visto il festival crescere senza perdere la dimensione umana che ne ha accompagnato le origini.

La presenza di Sophia Loren diventa così uno dei simboli della distanza percorsa dal Marateale: da una manifestazione nata in una piccola realtà lucana a un appuntamento capace di accogliere personalità di assoluto rilievo.

Andrea Di Consoli: il valore delle storie legate ai territori

La presentazione veneziana è stata anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra cinema e identità italiana.

Lo scrittore e autore Andrea Di Consoli ha sottolineato la necessità di tornare a valorizzare le storie profondamente legate ai territori.

«L’Italia vince quando fa l’Italia. Perdiamo quando inseguiamo modelli che vengono da altrove: la nostra forza è sempre stata quella di raccontare storie profondamente legate ai territori, alla provincia, a un’identità autoriale, artigianale e sentimentale. Il grande cinema italiano deve ripartire proprio da qui».

Una riflessione particolarmente significativa per una manifestazione come il Marateale, che ha fatto del legame con il territorio una delle proprie caratteristiche distintive.

La Basilicata come identità cinematografica

Sulla valorizzazione della Basilicata è intervenuta anche Margherita Romaniello, presidente della Lucana Film Commission.

«La Basilicata deve essere fiera di essere un’Italia interiore, non inferiore. La nostra missione come Film Commission è ridare identità ai luoghi, valorizzarne la diversità e fare in modo che il territorio sia sempre riconoscibile sullo schermo».

Per Romaniello, il ruolo del Marateale va quindi oltre quello tradizionale di un festival cinematografico.

«Il Marateale, in questo senso, va oltre il concetto stesso di festival: è un luogo di artisti, relazioni e connessioni che rafforza l’identità di Maratea e della Basilicata».

Il cinema diventa dunque uno strumento attraverso il quale raccontare i luoghi, rafforzarne l’identità e creare nuove opportunità di relazione con l’esterno.

Simona Branchetti: “Un territorio che merita di essere scoperto”

A raccontare l’evoluzione della Basilicata è stata anche la giornalista Simona Branchetti, già premiata dal Marateale.

«La Basilicata è diventata negli anni un hub energetico e culturale, un territorio che si sta evolvendo in maniera straordinaria e che merita di essere scoperto».

Nel suo intervento, Branchetti ha evidenziato anche la crescente centralità di Maratea nel panorama degli appuntamenti culturali e cinematografici.

«E Maratea, dopo Venezia, è diventata un po’ l’ombelico del mondo: per questo vanno i miei complimenti a Nicola Timpone».

Il riconoscimento rivolto al direttore artistico del Marateale sottolinea il ruolo svolto negli anni nella costruzione di una manifestazione capace di attrarre attenzione ben oltre i confini regionali.

Paolo Orlando: l’arte dell’accoglienza

Un altro elemento fondamentale del successo della manifestazione è stato indicato da Paolo Orlando, Director of Theatrical Distribution di Medusa Film.

Secondo Orlando, uno dei punti di forza del Marateale risiede proprio nella capacità di mantenere un equilibrio tra dimensione professionale e atmosfera familiare.

«Il connubio è perfetto e l’equilibrio è tale che sembra davvero di stare a casa. Nicola ha una grande capacità di accogliere e, negli anni, è riuscito a portare a Maratea personalità incredibili».

L’accoglienza diventa quindi parte integrante dell’identità del festival, contribuendo a creare quelle condizioni favorevoli all’incontro che hanno permesso al Marateale di costruire nel tempo una rete sempre più ampia.

Diciotto anni che raccontano anche la Basilicata

Il libro di Nicola Timpone non è soltanto la cronaca di un festival cinematografico.

Attraverso i suoi cento volti, gli incontri e le testimonianze, il volume racconta anche la trasformazione di un territorio che ha saputo confrontarsi con il mondo dell’industria cinematografica e culturale senza rinunciare alle proprie radici.

Dalle prime edizioni alla presenza di star internazionali, produttori, registi, attori e professionisti del settore, Marateale ha costruito progressivamente una propria dimensione internazionale.

La sua storia si intreccia con quella di Maratea e della Basilicata, diventando uno spazio nel quale cinema, cultura, relazioni e territorio si incontrano.

Venezia come tappa di un percorso ancora aperto

Portare il racconto dei diciotto anni del Marateale a Venezia significa idealmente chiudere un cerchio e, nello stesso tempo, aprirne un altro.

È proprio a Venezia, nel 2012, che Nicola Timpone aveva conosciuto Alberto Barbera e da quell’incontro era nato il rapporto che avrebbe portato il direttore della Mostra per la prima volta in Basilicata.

Oggi, a distanza di anni, il Marateale arriva al Lido con una storia da raccontare e con un futuro ancora da costruire.

Il titolo del libro, “Marateale 18 e la storia continua…”, non lascia spazio a dubbi sulla direzione intrapresa: i diciotto anni celebrati a Venezia rappresentano un importante punto di passaggio, non la conclusione del viaggio.

Le prossime edizioni saranno chiamate a raccogliere l’eredità di questo percorso e a proseguire sulla strada delle relazioni internazionali, della valorizzazione del territorio e dell’incontro con i protagonisti del cinema e della cultura.

Una storia cominciata in una piccola piazza della Basilicata e arrivata fino al Lido di Venezia, mantenendo intatta la propria vocazione: portare il cinema a Maratea e, attraverso il cinema, portare Maratea e la Basilicata nel mondo.


A Venezia 83 il Marateale celebra 18 anni di cinema con il libro di Nicola Timpone. Una storia di grandi protagonisti, da Sophia Loren ad Alberto Barbera, e di crescita internazionale.


Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Onda Creativa Presssiamo anche su Youtube e  Instagram. Resta aggiornato con le ultime notizie su eventi, musica, tv, libri e cultura a 360gradi!


Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo redazione@ondacreativapress.it Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a redazione@ondacreativapress.it .