Dal 1916 alla boxe contemporanea, un viaggio tra campioni, riscatto sociale e inclusione
Centodieci anni di storia racchiusi idealmente in dieci round. È questa la particolare struttura narrativa scelta per “La Nobile Arte”, il nuovo documentario dedicato alla storia e all’evoluzione del pugilato italiano, che sarà presentato martedì 8 settembre alle ore 9.30 alla Biennale Match Point Arena del Lido di Venezia, nell’ambito del programma ufficiale del Venice Production Bridge della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
Diretto da Vincenzo Lamagna, il documentario nasce da un’idea di Michela Pellegrini e Stefano Buttafuoco ed è prodotto da Antonio Palmieri per NEXTING, in collaborazione con Rai Documentari e con il supporto della Federazione Pugilistica Italiana.
Un secolo di boxe attraverso dieci capitoli
Il progetto parte da un momento fondamentale per la storia organizzata della boxe italiana: il 1916, anno di nascita della Federazione Pugilistica Italiana.
Da quel momento il racconto attraversa oltre un secolo, arrivando alla contemporaneità e mettendo in evidenza come il pugilato abbia accompagnato profondamente l’evoluzione sociale e culturale del Paese.
I dieci round diventano così altrettanti capitoli di un incontro ideale. Non soltanto combattimenti e risultati sportivi, ma valori, esperienze e storie personali.
Il riscatto sociale, le grandi sfide, le leggende del ring, la funzione educativa dello sport, l’inclusione, la boxe femminile e la ParaBoxe sono alcuni dei temi attraverso i quali il documentario costruisce la propria narrazione.
A questi si aggiunge uno sguardo rivolto al futuro, per interrogarsi sulle prospettive di una disciplina che continua a cambiare senza perdere il rapporto con la propria storia.
Il ring come specchio della società italiana
Uno degli elementi centrali de “La Nobile Arte” è proprio la scelta di utilizzare il pugilato come chiave di lettura di trasformazioni che vanno ben oltre il mondo dello sport.
Il ring diventa uno spazio nel quale emergono sconfitte e vittorie, cadute e risalite, ma anche sacrificio, disciplina e capacità di affrontare le difficoltà.
La boxe viene quindi osservata nella sua dimensione sportiva, ma anche come strumento educativo e occasione di crescita individuale e collettiva.
Le storie dei pugili diventano parte di una memoria più ampia, nella quale il percorso personale di un atleta può riflettere quello di un’intera generazione o di una società in trasformazione.
Patrizio Oliva, Francesco Damiani e le altre figure del documentario
Il viaggio attraverso la storia della boxe italiana è affidato alle testimonianze di numerosi protagonisti.
Tra i campioni che contribuiscono al racconto figurano Patrizio Oliva e Francesco Damiani, insieme a Giovanni De Carolis, Emanuele Blandamura, Vincenzo Mangiacapre, Pamela Noutcho Sawa, Alessio Lorusso, Simone Dessì e Jonathan Kogasso.
Sono storie e generazioni differenti, riunite all’interno di un unico progetto che guarda alla tradizione della boxe ma anche alla sua evoluzione.
Il documentario amplia inoltre la prospettiva coinvolgendo personalità del mondo dello spettacolo come gli attori Giorgio Pasotti, Vinicio Marchioni e Giacomo Ferrara, legati in modi diversi alla cultura pugilistica.
Le voci di giornalisti, tecnici e dirigenti
Accanto agli atleti e agli attori, “La Nobile Arte” raccoglie le testimonianze di giornalisti, tecnici e rappresentanti del movimento pugilistico.
Tra le voci presenti ci sono Flavio D’Ambrosi, Presidente della Federazione Pugilistica Italiana, Mariangela Verna, Gianluca Guida, Fausto Narducci, Luigi Panella, Attilio Volpe e Carmela Chiacchio.
Una pluralità di punti di vista che permette di osservare il pugilato da prospettive differenti: da quella agonistica a quella istituzionale, dal giornalismo alla formazione, fino alla dimensione sociale.
Stefano Buttafuoco, narratore dentro e fuori dal ring
A fare da filo conduttore all’intero percorso è Stefano Buttafuoco, giornalista e conduttore televisivo, che nel documentario ricopre un ruolo particolare.
Buttafuoco non si limita infatti a raccontare la storia della boxe, ma diventa simbolicamente pugile, entrando nel linguaggio e nei ritmi del ring.
La sua presenza accompagna lo spettatore attraverso i dieci round, scandendo tempi, incontri e passaggi della narrazione.
Una scelta che permette di rendere più diretto il rapporto tra pubblico e storia raccontata, trasformando il documentario in un viaggio dentro e fuori dal ring.
La memoria affidata agli archivi e alle immagini di repertorio
Per ricostruire 110 anni di pugilato italiano, il documentario utilizza anche un importante patrimonio audiovisivo.
Alle testimonianze personali si affiancano immagini di repertorio provenienti anche dalle Teche Rai e dall’Archivio FPI, insieme a immagini degli allenamenti e di luoghi simbolici legati alla boxe.
Il risultato è un racconto corale nel quale passato e presente dialogano continuamente.
Le immagini d’archivio permettono di recuperare frammenti della memoria pugilistica italiana, mentre le testimonianze contemporanee mostrano come quella stessa eredità continui a vivere attraverso nuove generazioni di atleti.
Dalla boxe femminile alla ParaBoxe: lo sport che cambia
Tra i temi affrontati dal documentario trova spazio anche l’evoluzione del pugilato in termini di partecipazione e inclusione.
La boxe femminile e la ParaBoxe rappresentano due dimensioni importanti di un movimento che ha progressivamente ampliato i propri orizzonti.
Il racconto non si ferma quindi alla celebrazione delle grandi leggende del passato, ma guarda alle trasformazioni della disciplina e alle possibilità che il pugilato può continuare a offrire.
In questo senso, “La Nobile Arte” costruisce un ponte tra memoria e futuro.
Una storia di sport, educazione e riscatto
Il documentario vuole restituire un’immagine del pugilato che superi la dimensione puramente agonistica.
La boxe viene presentata come disciplina, educazione, appartenenza e possibilità di riscatto, attraverso storie nelle quali la fatica quotidiana e la determinazione assumono un valore che va oltre il risultato di un incontro.
Ogni vittoria e ogni sconfitta diventano parte di un percorso umano.
È proprio questa dimensione a dare significato al titolo “La Nobile Arte”: una definizione che richiama non soltanto la tradizione pugilistica, ma anche i valori e le esperienze che nel corso di oltre un secolo hanno accompagnato il movimento italiano.
Venezia, un nuovo capitolo per la storia della boxe italiana
La presentazione alla Biennale Match Point Arena del Lido di Venezia inserisce “La Nobile Arte” nel programma ufficiale del Venice Production Bridge, all’interno della 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare alcuni estratti del documentario e confrontarsi sul progetto con i suoi principali protagonisti.
Saranno presenti Luigi Del Plavignano, Direttore di Rai Documentari, Vincenzo Lamagna, regista, Michela Pellegrini, autrice, Antonio Palmieri, produttore per NEXTING, Gelsomina Prositto, line producer, e Stefano Buttafuoco, protagonista e voce narrante, che modererà l’incontro.
“La Nobile Arte” porta così a Venezia una storia lunga 110 anni: quella di una disciplina capace di raccontare il Paese attraverso il coraggio dei suoi protagonisti, le sue trasformazioni e la continua capacità di rialzarsi dopo ogni caduta.
“Pugilato italiano protagonista a Venezia con La Nobile Arte, documentario che ripercorre 110 anni di storia attraverso dieci round, campioni, archivi e testimonianze.”
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